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INFORMATICAMENTE
PARLANDO |
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PMI
o Micro Imprese? |
Si legge nel
sito del Ministero
per l'innovazione :
Roma, 15 luglio
2003
Il "Piano per
l'innovazione digitale nelle imprese", in sostanza,
si pone l'obiettivo di recuperare il gap competitivo
dell'Italia rispetto ai Paesi UE ed agli USA che presenta
una situazione di ritardo dovuta alla scarsa propensione
delle imprese italiane, in particolare quelle piccole,
ad introdurre innovazioni basate sulle Ict. Ad esempio,
nella classifica Eurostat 2001 nella spesa per Ict rispetto
al Pil abbiamo dietro solo Spagna e Grecia.
Però
la realtà italiana delle PMI non è ancora
stata capita bene : basta leggere l’ultima indagine
di Gartner (fatta per SAP) : ".. Bisogna abbandonare
l'acronimo Pmi, distinguendo le P (piccole) dalle M
(Medie). Se si guarda l'andamento del mercato italiano
nel 2001 si notano due comportamenti radicalmente diversi.
Le piccole imprese, fino a 50 addetti, hanno avuto un
comportamento molto statico nei confronti degli acquisti
di nuove tecnologie.
Al contrario, le medie imprese, oggetto dell'analisi
in questione, sono molto dinamiche e stanno maturando
una percezione crescente, auto-identificandosi come
imprese estese e a rete, che vedono come sfide: i cambiamenti
organizzativi, la standardizzazione dei processi, la
delocalizione selettiva, l'organizzazione in filiere,
l'essere all'interno dei distretti. Stanno realizzando
una reticolarità attiva, sanno di essere in rete
e fanno di questo elemento un vantaggio.
Queste sfide si vincono solo con le tecnologie, e le
condizioni per vincerle sono:
" non vedere le tecnologie separate dal contesto
aziendale, dalle strategie;
" interpretare e costruire le tecnologie come infrastrutture
tecnologiche e applicative integrate, che si configurino
come l'asse portante del funzionamento e della competitività
dell'azienda, che non vengano introdotte in azienda
soltanto come oggetti tecnologici;
" partire dalla riorganizzazione dei processi e
subordinare a essi l'adozione di nuove tecnologie, coinvolgendo
l'imprenditore non in quanto padrone dell'azienda ma
come stratega;
" saper trasformare il Cio (Chief Information Officer)
in Chief Innovation Officer, l'uomo dell'innovazione,
per realizzare i cambiamenti strategici."
Gartner dimentica che un’indagine di Sole24ore
dice che la media degli addetti delle PMI italiane (le
più bassa al mondo) è di 3 persone : ciò
significa che la maggioranza delle ditte italiane (76%)
non ha risorse come il CIO, ma neppure risorse amministrative
(per questo si appoggiano a Commercialisti e Associazioni
di categoria) e non è informatizzata!
Gartner parla
delle “grandi M” delle
PMI, quelle che interessano a SAP e che sono circa 250.000.
Ma le Piccole
Imprese (circa 3.000.000) dobbiamo dividerle in Micro
e Piccole : Micro quelle che portano
i documenti ai Commercialisti/Associazioni, Piccole
quelle che hanno, al massimo, una figura di “ragioniere”
per la responsabilità amministrativa ma ancora
chiedono la consulenza di Commercialisti/Associazioni.
Altro che
Chief Information Officer!
La maggior
parte delle PMI italiane ha bisogno del Commercialista/Associazione.
Possiamo intravedere
una differenza fra le Associazioni e i Commercialisti
: le prime hanno il cui compito di tenere la contabilità
dell’associato, mentre i secondi hanno il compito
di fornire consulenza.
Il mercato
delle Associazioni dovrebbe essere quello delle Micro
Aziende, il mercato dei Commercialisti quello delle
Piccole.
E’ chiaro
che vi sono situazioni miste : Associazioni che fanno
consulenza e Commercialisti che hanno strutture per
imputare i dati dei loro clienti più piccoli.
Ma sempre
più si evidenzia il vero grande problema di questo
sistema, proprio della realtà italiana e non
riscontrabile in altri paesi evoluti : il costo crescente
delle strutture Hardware, Software e di Persone sostenuti
delle Associazioni/Commercialisti per inserire i dati
dei propri clienti Micro Imprese.
D’altra
parte la Micro Impresa, una volta consegnati i documenti
alla Associazione/Commercialista, perde completamente
il controllo sulle fatture attive e passive, sui pagamenti
dei clienti e ai fornitori. Tutto questo a meno di costosi
metodi manuali basati su appunti cartacei dove vengono
riportate le informazioni contenute nei documenti consegnati
alla Associazione/Commercialista.
La Piccola
Impresa, che ha assunto la figura del “ragioniere”,
per gestire le proprie informazioni si mette in casa
un Sistema Gestionale installato su di un Server con
dei PC in rete.
Fino a quando
non potrà permettersi un “capo centro”
(Chief Information Officer) qualsiasi problema
sul Server o sui PC sarà fonte di infinite peripezie
con S H più o meno locali.
Tutto questo
senza nessuna possibilità da parte del Commercialista
o Associazione di conoscere il Sistema installato e
perciò con mille difficoltà nel fare una
consulenza efficace.
La soluzione?
Una applicazione
presa in ASP (pay per use) via Internet :
- Conosciuta dal Cliente e dalla Associazione/Commercialista
- Più semplice per le Micro (non hanno il
ragioniere), più efficace (tipo ERP) per le
Piccole Imprese
- Che permette l’inserimento e la consultazione
dei dati in tempo reale
- Che permette alla Associazione/Commercialista di
“partecipare” al progetto in tempo reale,
controllando i dati immessi dal cliente e inserendo
quelli più complessi
- Che permette alla Micro/Piccola Impresa di connettersi
coi “terzi” : Banche, Clienti, Fornitori,
Agenti,….secondo il concetto moderno di e-Business
- Che permette alla Associazione/Commercialista di
risparmiare le risorse interne dedicate all’inserimento
dei dati per spostarle sulla consulenza e istruzione
- Che permette alla Associazione/Commercialista di
fare consulenze più precise e tempestive
E’ chiaro
che le Associazioni/Commercialisti dovranno offrire
questa possibilità a quelle Micro e Piccole Imprese
in grado di “capire” le nuove possibilità.
myRDS
è la soluzione per le Micro, Piccole Imprese
e per i loro Commercialisti/Associazioni!
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